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Cronologia di Google: sicuri di aver cancellato tutto?

Cronologia di Google: sicuri di aver cancellato tutto?

Non è una novità ma fa ugualmente paura: Google traccia e registra da sempre tutte le nostre ricerche online (comprese quelle che abbiamo invano cancellate!).

L'utilizzo di alcuni servizi Google, quali la Ricerca (ovunque, sia su pc che su telefonino o tablet), i propri itinerari con Google Maps, la ricerca e la visualizzazione dei video su YouTube o la visualizzazione di siti con Google Chrome, una volta loggati con un account gmail su qualunque tipo di dispositivo, ha come esito finale un'accurata conservazione e catalogazione della nostra attività sul web.

La novità è che oggi è possibile accedere a questi contenuti, alla nostra storia che si dipana tra video, immagini, ricerche, mappe, e modificarla eliminando definitivamente le attività più sensibili. Per il dettaglio dei contenuti basta accedere a: https://myactivity.google.com/myactivity .

L'utente può intervenire sull'attività di raccolta dati di Google modificando le impostazioni e quindi il modo in cui il colosso registra la cronologia di navigazione ma anche la nostra posizione, le informazioni memorizzate sul nostro dispositivo tipo Contatti, calendari e app, le ricerche youtube, l'eventuale registrazione vocale. Inoltre è persino possibile creare un archivio e scaricare le proprie ricerche passate dal motore di ricerca.

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Schede prodotto per l'e-Commerce

Schede prodotto per l'e-Commerce

La scheda prodotto è un po' il bigliettino da visita di qualsiasi e-commerce. Un elemento spesso sottovalutato che occorre sviluppare in modo specifico, ritagliandolo sulla categoria di prodotto e ponendosi alcune domande.Chi è il cliente finale ? Qual è la sua psicologia? Quali sono le dinamiche d'acquisto in quel settore di mercato? Avremo ovviamente risposte diverse ed uno spartiacque principale, costituito dalle macro categorie: e-commerce B2B o B2C. 

Nel B2B chi vende, sa già cosa vendere e a chi, e chi acquista sa già cosa comprare. Il processo decisionale è molto veloce e fatto a monte. La scheda prodotto e-commerce si adatta a questo processo e alla quantità di informazioni necessarie, risultando più scarna, lineare e quantitativa.Ciononostante, se da un lato deve essere semplice ed efficace per agevolare l'immissione ordini dei rivenditori, dall'altro questi ultimi, essendo a contatto con il cliente finale, devono poter argomentare le caratteristiche del prodotto, rispondere esaurientemente a dubbi e domande, supportando il cliente nella scelta d'acquisto con competenza e precisione.Il B2B quindi deve quindi predisporsi per fornire ogni approfondimento commerciale e tecnico per essere di supporto alla filiera. Ne guadagnerà in fidelizzazione e qualità degli ordini ricevuti dai clienti.

Nel B2C la cosa si fa più complessa. Negli e-commerce B2C il suo appeal deve essere tale da convincere il cliente all'azione. È la qualità della presentazione del prodotto che sopperisce alla capacità di un commesso venditore di essere convincente e coinvolgente. Il cliente deve poter “toccare virtualmente” l'articolo,  perciò deve essere data la massima attenzione ad utilizzare immagini grandi e di qualità, zoomabili, con una galleria di varianti, con l'aggiunta dei suggerimenti di ulteriori articoli papabili per il cliente all'interno della stessa categoria.

Il trend attuale nei siti e-commerce è quello di immagini calate sempre più in un contesto reale, supportate sempre di più dall'utilizzo dei video. In questo modo il processo decisionale è facilitato, si passano ulteriori informazioni, utili a diversi livelli, raggiungendo l'effetto non secondario di conquistare la fiducia del cliente (si pensi alle info di uso, montaggio, alla rispondenza del prodotto a determinate normative etc ).Una foto del prodotto piccola e di bassa qualità significa abbandono della pagina anche quando il prezzo è allettante.

A dare concretezza all'azione concorrono soprattutto le descrizioni del prodotto. Sono un altro elemento cruciale che purtroppo riceve scarsa attenzione.Non dovrebbero mai essere un copia e incolla delle descrizioni del produttore, che risultano fredde, prolisse e noiose. Ci si dovrebbe invece sforzare di costruire una sintesi dettagliata esaustiva e utile, e di farlo con il linguaggio che si aspetta il nostro cliente. Semplice diretto e sensoriale quando si tratti di evidenziare le caratteristiche del prodotto.

Aggiornamento continuo: le schede prodotto devono essere sempre aggiornate con le informazioni reperibili dai nuovi cataloghi e con le disponibilità a magazzino. Se il prodotto è finito, il cliente finale lo deve sapere subito non quando sta inserendo i dati della carta di credito. E' utile segnalare quando il prodotto torna disponibile. Se il prodotto fa parte di una promozione è preferibile indicare anche la percentuale di sconto non solo il prezzo di listino e d il prezzo scontato. Nella scheda prodotto, sempre che si sia attrezzati con un Customer Service efficiente è bene inserire, oltre al numero telefonico da chiamare anche i collegamento alla live chat, che risulta uno strumento sempre più apprezzato dai consumatori, per l'immediatezza del contatto e delle informazioni.


 

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Vendere online con il Dropshipping

Vendere online con il Dropshipping

Il dropshipping è un servizio offerto da grossisti e distributori che consente ai clienti, rivenditori al dettaglio, di offrire sul proprio sito internet l'intero catalogo prodotti dei fornitori (con immagini, descrizioni dettagliate, caratteristiche e prezzi) con le disponibilità prodotto aggiornate sempre in tempo reale.

A differenza del commercio tradizionale la merce non deve essere consegnata al magazzino del rivenditore. Distributori ed i grossisti possono gestire direttamente le attività di spedizione e consegna del bene al cliente finale in nome e per conto del venditore, dopo aver ricevuto dall'e-commerce del rivenditore l'ordine del cliente.

I vantaggi della formula:

  • Avviamento di un'attività di vendita online in tempi ridotti
  • Assenza di investimenti pesanti
  • Taglio dei costi di approvvigionamento e gestione del magazzino
  • Aumento della gamma prodotti e delle offerte al cliente
  • Incremento dei margini e miglioramento del servizio

Si tratta di una tipologia di business che non solo riduce costi e rischi per avviare un'attività e-commerce ma avvantaggia anche tutte le parti in gioco, compresi i clienti, in quanto amplia le possibilità di acquisto e taglia i costi della catena distributiva.

Da un punto di vista tecnico l'infrastruttura informatica deve essere in grado di assicurare il perfetto e costante collegamento con il sito e con il catalogo del fornitore, che significa per il sito e-commerce poter disporre giornalmente di tutte le informazioni relative a schede di prodotto, peso, volume, descrizioni, immagini, e di tutte quelle caratteristiche necessarie per promuovere gli articoli in vendita.

Da un punto di vista commerciale, il venditore e-commerce potrà dedicarsi esclusivamente alle iniziative di marketing essenziali per convogliare il proprio target di clienti verso il sito. Quindi contenuti e descrizioni accattivanti, pubblicità online su Google, ottimizzazione SEO, Social Media Marketing, email marketing, la cura dell'assistenza clienti.

La grande opportunità del dropshipping, sia per chi vende al dettaglio, sia per chi già gestisce un e-commerce, risiede proprio nella partnership con un proprio fornitore. Il grossista/produttore, ha tutto l'interesse ad accaparrarsi un'ulteriore fetta di mercato praticamente senza costi di marketing e a movimentare il magazzino e le scorte. Quest'opzione consente di mettere a frutto il rapporto di fiducia già esistente e di sviluppare uno scambio di esperienze ed una collaborazione vantaggiosa per entrambe le parti.

Il dropshipping inoltre è una formula vincente anche se l'intento è semplicemente quello di ampliare il proprio business senza investimenti incauti in un'area del proprio settore di mercato non ancora trattata. Le soluzioni eCommerce B2B e B2C di Intempra sono già predisposte per offrire tutti questi livelli di integrazione nella catena della vendita tra grossisti, rivenditori, vendors e marketplace, per rendere la gestione delle vendite online efficace e remunerativa.

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11 tattiche per tenersi stretti i clienti online

11 tattiche per tenersi stretti i clienti online

E' noto che acquisire un nuovo cliente costi cinque volte tanto quanto mantenerne uno esistente. Ciò spiega la necessità per le aziende di prestare attenzione e risorse alla fidelizzazione del cliente nella stessa misura degli sforzi rivolti all'acquisizione. Questo discorso vale ancor più nella vendita online tramite e-commerce e vendors, per via di una crescente concorrenza e per la spersonalizzazione dell'esperienza d'acquisto. Di conseguenza è bene tener conto di alcuni suggerimenti per mantenere la nostra fetta di mercato.

Assicurare un'eccellente esperienza  online non basta se il processo di spedizione è in mano ad imprese esterne che certo non condividono i valori aziendali. Un corriere affidabile può essere affiancato da un servizio di messaggi che tengano informato il cliente sullo stato e sui passaggi della spedizione.

Offrire dei termini di consegna più veloci

Un venditore non dovrebbe sottovalutare l'opzione della consegna più veloce per quella fetta di clienti per i quali è essenziale entrare subito in possesso della merce.

Il fattore sorpresa all'interno del pacco

Non tutti i venditori hanno il controllo del processo di spedizione ma sarebbe meglio assicurarsi che il "confezionamento" non sia sciatto e impersonale, anzi che possa assicurare quel fattore "sorpresa", con un bigliettino di ringraziamento, uno sconto sul prossimo acquisto, un omaggio. Tutto ciò fa la differenza (insieme all'invito al cliente a lasciare un'ottima recensione).

Personalizzazione delle proposte

Tracciare gli acquisti del cliente, conoscerne la storia per proporgli in futuro acquisti sempre più confacenti in base alle preferenze manifestate e allo storico degli acquisti.

Registrazione

Persuadere i clienti a registrarsi  sul sito avendo cura di predisporre un form di registrazione semplice e immediato, evitando che il numero delle informazioni richieste possa costituire una barriera all'acquisizione di un cliente (si pensi ai siti B2B)

Customer service e recensioni

Reclami e informazioni devono essere gestiti immediatamente. La fiducia nell'ascolto e nella pronta risoluzione del problema aumenta il grado di fedeltà del cliente all'azienda. Oggi ci sono sempre più i Social Media a farla da padrone anche per quanto riguarda l'assistenza al cliente. È un canale che  assicura un rapporto veloce e meno impersonale con il cliente. Da non sottovalutare: Il web è un ricettacolo di recensioni che possono minare la reputazione di un'azienda. Rispondere sempre alle recensioni negative. Sono un'opportunità ed un biglietto da visita.

Feedback del cliente

L'opinione del cliente è importante: consente di migliorare i servizi offerti oltre a far sentire il cliente partecipe, per cui occorre incoraggiare i feedback, sia tramite il sito che via e-mail.

Email marketing

Ringraziare il cliente al suo primo acquisto, offrire buoni, segnalare prodotti di interesse ed informazioni utili, fare gli auguri, offrire occasioni convenienti di ritorno ai clienti che non effettuano acquisti da tempo.

Offerte esclusive per i  followers

Predisporre delle offerte speciali per i fan su Facebook è un ottimo modo per incrementare le vendite e per aumentare la visibilità di sito e pagine sui social media.

Ricompensare i clienti fedeli

Un pensiero, un piccolo dono al cliente che ci accompagna da un certo tempo è un gesto che ha un ritorno in termini di fedeltà e senso di appartenenza. E' sufficiente un sms con un codice per usufruire di un credito per il suo prossimo acquisto.  

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Rapporto E-commerce 2014

Rapporto E-commerce 2014

Quanto e come è cambiato l'e-commerce nel nostro paese nel corso del 2014? Quali settori hanno subito maggiori variazioni e quanto ha influito in tutto questo l'uso sempre più massivo di dispositivi mobili e tablet? In questo interessante report trovate tutte le risposte dettagliate.

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L'ABC del Web Marketing - Proviamo a fare chiarezza

L'ABC del Web Marketing - Proviamo a fare chiarezza

Il web marketing è l'insieme di tutte le attività di marketing che un'azienda mette in atto sul canale internet per studiare il mercato e sviluppare i rapporti commerciali (promozione/pubblicità, distribuzione, vendita, assistenza alla clientela, etc.) con il proprio mercato.

Il vantaggio competitivo/differenza sull'advertising tradizionale

Le differenze rispetto al marketing tradizionale sono:

  1. l'immediatezza della realizzazione di una azione sul web,
  2. la multimedialità, e cioè la possibilità di utilizzare più “canali sensoriali” per comunicare con maggiore efficacia il messaggio al proprio target,
  3. l'interazione con il target stesso di riferimento. Non ultima, La capacità di ricevere un immediato feedback e di instaurare una comunicazione bidirezionale cliente-azienda.

La possibilità di segmentare il target con una sempre maggiore precisione e la personalizzazione della comunicazione garantiscono un' azione più accurata e puntuale. Senza trascurare le geo-localizzazione dell'utente e la possibilità di raggiungerlo ovunque si trovi grazie ai dispositivi mobile e tablet.

Le principali strategie del Web Marketing

Le principali strategie di Web Marketing

  • Banner advertising
  • SEO
  • SEM
  • Social Media Marketing
  • Email Marketing
  • Inbound / Content Mktg
  • Viral Marketing
  • Mobile Marketing

Tra le prime strategie di marketing nate sul web troviamo il Banner advertising: una o più immagini ospitate su un altro sito web, per promuovere il proprio messaggio.

La strategia più conosciuta e diffusa, tuttavia resta il S.E.O. (Search Engine Optimization) – Ottimizzazione del sito sui motori di ricerca. La seconda attività di web Marketing per importanza è il S.E.M. – Search Engine Marketing: la promozione del sito sui motori di ricerca, per indurre gli utenti a visitare la pagina che risponde ai loro bisogni.

A queste due attività va integrato il social media marketing, e cioè ogni attività promozionale e di comunicazione con il proprio bacino di utenti presenti nei vari social media.

Banner Advertising

I Vantaggi del Web Marketing in confronto all'advertising tradizionale

  • Immediatezza
  • Multimedialità
  • Interazione con il target
  • Segmentazione del target e personalizzazione
  • Geolocalizzazione
  • Accesso Mobile
  • Integrazione dell'azione con altri media

Che cos'è

Il Banner è l'immagine che solitamente compare in alto o sullo sfondo di una pagina web.

Il Banner consiste in un annuncio su una pagina web: può essere statico (quando va fruito così com'è) oppure attivo o interattivo (quando consente, una volta cliccato, di raggiungere un'altra pagina web).

Vantaggi/Obiettivi

  • Aumento del numero dei visitatori sul nostro sito
  • Ampliamento copertura mercato
  • Espansione delle aree geografiche di affluenza dei clienti, potendosi concentrare sulla generazione di afflusso da determinati Paesi e/o settori in funzione della tipologia di sito che ospita il banner.

S.E.O. – Search Engine Optimization

Che cos'è

SEO è l'insieme delle attività strategica di marketing volte ad aumentare e migliorare la ‘visibilità' del nostro sito web nei risultati di ricerca di un qualsiasi motore di ricerca : come tale andrebbe effettuata almeno una volta l'anno.

Vantaggi/obiettivi

  • Conquista di nuovi clienti
  • Aumento del numero dei visitatori specializzati in funzione del prodotto/servizio ricercato sul nostro sito, con conseguente aumento esponenziale dei potenziali clienti interessati alla nostra offerta.
  • Ampliamento selettivo della copertura di mercato per paesi e/o lingue straniere.

S.E.M. – Search Engine Marketing

Gli Obiettivi tipici dell'azione di Marketing

Conquista di clienti

  • Acquisizione nuovi clienti o mercati

Vendita di prodotti o servizi

  • Lead generation / offline sales (eBusiness)
  • Online sales (eCommerce)

Marketing Mix

  • Informazione / lancio nuovi prodotti e servizi
  • Posizionamento di più tipologie prodotto servizio

Customer care & redemption

  • Loyalty management
  • Customer satisfaction

Che cos'è

Il SEM comprende tutte le attività (sottoforma di annunci promozionali) volte a generare traffico qualificato verso un determinato sito web grazie al posizionamento sui motori di ricerca. Lo scopo è portare al sito il maggior numero di visitatori realmente interessati ai suoi contenuti.

Vantaggi/Obiettivi

  • Nuovi clienti, incremento esponenziale di visite e traffico sul sito
  • Messaggi promozionali illimitati e specifici per target, tipologia prodotto ed area geografica
  • Investimenti mirati e spesa contenuta con risultati tangibili ed immediati
  • Espansione delle aree geografiche di affluenza dei clienti

Social Media Marketing

Che cos'è

Il Social Media Marketing si occupa di generare visibilità sulle comunità virtuali (tra i più conosciuti Facebook, Google+, Linkedin, Instagram etc). Esso racchiude una serie di pratiche come la gestione dei rapporti online, la promozione pubblicitaria all'interno dei social network, l'ottimizzazione delle pagine web fatta per i social media.

Vantaggi

  • Miglioramento dei rapporti con i propri clienti: fidelizzazione;
  • Incremento esponenziale della visibilità dell'Azienda
  • Incremento del numero dei contatti che possono trasformarsi in potenziali clienti
  • Acquisizione di un canale preferenziale, economico e privilegiato per veicolare la comunicazione aziendale e per ascoltare e rilevare i trend di mercato.

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6 consigli per vendere online a Natale con il vostro eCommerce

6 consigli per vendere online a Natale con il vostro eCommerce

Stagionalizzate la Grafica e il Look del sito

Modificare il look del sito per ogni stagione (ad esempio Natale, San valentino, Pasqua, Primavera/estate, etc.) rassicura l'utente che consulta il sito sulla specializzazione dell'offerta (dedicata alla stagione, studiata per l'occasione)  lo ?emoziona? coinvolgendolo nello spirito dell'iniziativa e lo rende più partecipe, invogliandolo e convincendolo ad acquistare il prodotto desiderato.

Rinnovate offerta e contenuti in Homepage

Un'offerta per ogni stagione o occasione dell'anno!

Il nuovo look del sito ed i nuovi contenuti devono essere concentrati sulla home page, è la pagina col più alto traffico del sito di e-commerce ed è quella che genera il maggior numero di conversioni.  Pianificare bene quali prodotti promuovere e che tipo di offerte e promozioni realizzare per coinvolgere il più ampio numero di tipologie utenti possibile. 

Aggiornate il SEO

Al rinnovamento di grafica e contenuti, magari dedicando pagine specifiche alle promozioni o alle offerte proposte, occorre affiancare un ribilanciamento del SEO. In questo modo si agevola il motore di ricerca nell'analisi delle novità del sito, affinché siano poi proposte efficacemente agli utenti sulla base delle loro ricerche stagionali  

Promuovete l'offerta con SEM e Social Media Marketing

Sfruttate l'aggiornamento dell'offerta, i nuovi prodotti e la produzione di contenuti ad essi inerenti per realizzare più campagne promozionali specialistiche, sia con Google Adwords che su Facebook (e con una attenzione particolare al ?remarketing?).

Ma attenzione però, non esserci significa lasciare spazio ai concorrenti che, con le loro campagne promozionali, riusciranno ad acquisire più clienti, togliendoli a noi.

Pianificate l'invio dell'offerta via newsletter

Definite un preciso piano di comunicazioni via email, che promuova progressivamente novità e idee regalo, assicurandovi così di pubblicizzare efficacemente, ed in tempo utile per natale, l'intera proposta a tutti i vostri clienti.

Generate contenuti "virali" sui Social network

Grazie alla tempestiva pianificazione ed a tutto il materiale realizzato, non sarà difficile pubblicare con cadenza periodica consigli, idee ed offerte per i regali di Natale sui vari social media, l'aver anticipato i concorrenti e l'effetto della condivisione tra i vari followers potrà amplificare la diffusione del vostro brand e della vostra offerta. 

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Integrazione tra eCommerce ed Amazon, eBay e comparatori

Integrazione tra eCommerce ed Amazon, eBay e comparatori

Uno strumento fondamentale per il successo del proprio sito di ecommerce, è il collegamento con le più conosciute piattaforme di vendita online, quali Amazon ed eBay, unito all'interazione con i principali siti comparatori di prezzo.

Tra coloro che acquistano su internet è un'abitudine consolidata  visitare questi siti anche prima di procedere all'acquisto, utilizzandoli come vero e proprio strumento di ricerca per determinate categorie di prodotto e per ricevere anche valutazioni e commenti di altri acquirenti.

Un altro aspetto molto importante, soprattutto in virtù della diffusione dei tablet e dei dispositivi mobili, è il fatto che i “marketplace” come Amazon ed eBay, custodiscono i dati delle carte di credito degli utenti, consentendo loro di effettuare acquisti senza doversi preoccupare dell'immissione dei dati per il pagamento.

Essere presenti su queste piattaforme, significa quindi assicurarsi la propria presenza e visibilità nel momento in cui gli utenti effettuano la ricerca prima dell'acquisto e garantire al proprio eCommerce l'accesso ad un vastissimo mercato e bacino di utenza.

Alla maggiore visibilità, corrisponde anche una crescente redditività, considerando che i Marketplace presentano il vantaggio che il pagamento di una commissione al Marketplace è dovuto solo in caso di vendita, permettendo quindi di vendere senza rischi finanziari o semplicemente di decidere di promuovere online l'invenduto del negozio fisico.

Molti e-commerce non forniscono l'integrazione con queste piattaforme, che comunque necessitano di attenzione nella gestione di  vendite, spedizioni,  reclami, etc ,secondo le policy delle piattaforme stesse. Per sfruttare a pieno le potenzialità dei due principali Marketplace e comparatori di prezzo,  Intempra propone un'estensione studiata ad hoc, che permette di estendere le funzionalità del proprio e-commerce alla piattaforma del vendor, ottenendo una vantaggiosa sincronizzazione.

Nel dettaglio: la soluzione software garantisce la sincronia tra il proprio catalogo prodotti o tra una sua selezione, ed il catalogo del cliente sul Marketplace (come ad esempio Amazon o eBay).  Tale soluzione  consente inoltre l'acquisizione automatica nel sito eCommerce dei dati anagrafici dei nuovi clienti e degli ordini conclusi.

In tal modo tutta la gestione delle vendite avviene tramite l'ecommerce senza necessità di operazioni manuali di trascrizioni di dati e fatture, così come anche i pagamenti e gli esiti delle transazioni sono controllati dal pannello gestionale del sito Ecommerce.

Tutto ciò consente l'ottimizzazione dei tempi di gestione in quanto tutte le operazioni avvengono tramite un unico pannello  che consente di inviare automaticamente  le proprie offerte ed inserzioni dal sito ecommerce ad Amazon ed ebay, ed acquisire gli ordini dalle due piattaforme insieme a quelli del sito. Una soluzione che completa la vendita online e supporta la vostra attività nella gestione simultanea di più canali in modo semplice e veloce.

Scopri in che modo possiamo rendere il tuo business online più competitivo e migliorare le tue performances di vendita, contattaci adesso e ti presenteremo tutti i dettagli della nostra soluzione di eCommerce costruita su misura per te.

INTEMPRA realizza soluzioni tecnologiche innovative per ogni tipo di business on-line per portare la vostra azienda ad operare a livelli mai raggiunti prima, in termini di operatività e di risultati.


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eCommerce: dal 14 giugno in vigore nuove regole per la vendita online

eCommerce: dal 14 giugno in vigore nuove regole per la vendita online

Il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di decreto legislativo di recepimento della direttiva europea 2011/83/UE sui diritti dei consumatori. In particolare nei contratti a distanza e negoziati al di fuori dei locali commerciali è previsto che siano fornite numerose informazioni precontrattuali per i consumatori, a garanzia di una maggiore consapevolezza dell'acquirente al momento dell'acquisto (a distanza, fuori dai locali commerciali) ma anche di una maggiore trasparenza e funzionalità nelle mercato delle vendite di questo tipo. Sarà l'Autorità garante della concorrenza e del mercato a vigilare sull'applicazione delle norme e sulle pratiche commerciali improprie.

 "Cosa cambia dal 14 giugno 2014 - data in cui entreranno in vigore la maggior parte delle disposizioni del decreto?"

OBBLIGHI DI INFORMATIVA PRECONTRATTUALE: l'impresa /professionista è obbligata a fornire informazioni dettagliate prima di vincolare l'acquirente con un contratto, ad esempio: caratteristiche principali dei beni o servizi, l'identità del professionista, denominazione sociale, l'indirizzo geografico, prezzo di beni/servizi, spese di spedizione, trattamento dei reclami etc.

DIRITTO DI RECESSO: Aumentano i giorni per poter esercitare il diritto di recesso (dagli attuali 10gg. a 14gg.). In caso di omessa comunicazione al consumatore dell'informazione sull'esistenza del diritto di recesso è stabilito il termine di dodici mesi per l'esercizio del diritto stesso,nel caso di vendite transfrontaliere sono previste pari garanzie,mediante l'utilizzo di un modello tipo di recesso, valido per tutti i Paesi UE.

RESTITUZIONE DEL BENE: il consumatore potrà restituire il bene, anche se in parte deteriorato, rimanendo responsabile solo della "diminuzione del valore del bene custodito"; se è stata omessa l'informativa sul diritto di recesso, il consumatore può restituire il bene senza alcuna responsabilità nemmeno sul minor valore.

MAGGIORAZIONI DI TARIFFE: l'acquirente non potrà subire maggiorazioni di tariffe nel caso in cui non utilizzi contante (ad es. in caso di pagamenti con carte di credito o bancomat), analogo divieto riguarda le maggiorazioni della tariffa telefonica su linee telefoniche messe a disposizione del consumatore dal venditore, nelle vendite dirette e nelle vendite a distanza. 

 

Fonte: www.governo.it

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Responsabilità riguardanti i commenti degli utenti sui siti internet

Responsabilità riguardanti i commenti degli utenti sui siti internet

Una recentissima decisione della Corte di Strasburgo disegna nuovi scenari di responsabilità per i gestori di siti internet (nel caso specifico siti d'informazione).

La Corte Europea dei diritti umani ha infatti assolto l'Estonia per aver multato un influente sito di Informazione Estone.

I fatti: il portale nel 2006 aveva pubblicato un articolo su alcune scelte controverse di una compagnia di navigazione, testo all'origine di commenti diffamatori e minacciosi da parte di utenti anonimi del sito nei confronti della compagnia di navigazione. La compagnia, intentata la causa al sito ha poi ottenuto i danni morali.

I giudici della Corte, con la sentenza di assoluzione hanno ritenuto che nel caso specifico non è violata la libertà d'espressione, sottolineando che i gestori del sito erano gli unici a poter controllare e gestire i commenti degli utenti e con la scelta di garantirne l'anonimato se ne sono di fatto assunti la responsabilità. 

I giudici non hanno accolto la tesi difensiva del portale secondo cui la compagnia di navigazione avrebbe dovuto agire legalmente contro gli autori dei commenti. Non ritengono infatti che tale onere debba essere accollato alla parte lesa né di fatto che questa opportunità avrebbe offerto piena protezione al diritto della parte lesa.

Insomma uno spunto di riflessione in tema di contenuti offensivi via web (interessante anche per le  implicazioni per i Social Network), ma anche in ambito di individuazione delle figure cui imputare responsabilità senza compromettere la libertà d'espressione in rete.

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Dati obbligatori da comunicare sul proprio sito Internet

Dati obbligatori da comunicare sul proprio sito Internet

Puntiamo l'attenzione su un aspetto rilevante per ogni azienda che voglia promuoversi sul web tramite il sito istituzionale ma anche con blogs e social nertworks: quali i dati obbligatori da comunicare?

Per quanto riguarda il sito Internet partiamo dall'art. 35, comma 1, D.P.R. n. 633/72 che dispone che il titolare di partita IVA ha l'obbligo di specificare il numero di partita IVA sull'home page del sito internet che riguarda l'attività svolta. Per la mancata indicazione è prevista una sanzione amministrativa che varia da € 258,23 a € 2.065,83.

Inoltre a seguito della modifica dell'art. 2250 del Codice Civile, da parte dell'art. 42 della legge 7 luglio 2009, n. 88 (Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunità europee; c.d. legge comunitaria 2008), sono state introdotte nuove disposizioni sui dati obbligatori da comunicare sul web per le imprese che dispongono “di uno spazio elettronico destinato alla comunicazione collegato ad una rete telematica ad accesso pubblico” 

la norma riguarda le Società per azioni , Società a responsabilità limitata, le società in accomandita per azioni che dovranno indicare  sul proprio sito web le seguenti informazioni:

  • sede della società;  ufficio del registro delle imprese presso il quale la Società è iscritta ed il numerod'iscrizione
  • capitale sociale versato quale risulta esistente dall'ultimo bilancio
  • dopo lo scioglimento, l'indicazione che la Società è in liquidazione
  • solo per S.p.A. e S.r.l. l'indicazione che la Società ha un socio unico.

Inoltre l'art. 16 della Legge n. 2/2009 (di conversione del D.L. n. 185/2008) ha disposto per PA, le imprese e i liberi professionisti (con il decreto legge sviluppo bis, le disposizioni saranno estese alle imprese individuali) l'obbligo di dotarsi di un indirizzo di Posta Elettronica Certificata e renderlo pubblico mediante la comunicazione al Registro delle Imprese.In relazione a quest'ultima previsione occorre tener presente chel'art. 2250 del codice civile, modificato dalla Legge Comunitaria 2008, non contiene alcun riferimento diretto alla pubblicazione dell'indirizzo di posta elettronica certificata sul sito web aziendale ma tale indicazione non sembra essere esclusa dagli obblighi di trasparenza che sussistono per l'impresa.


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Report sullo stato del marketing online nel 2011

Report sullo stato del marketing online nel 2011

Una recente indagine di mercato effettuata dalla società californiana Webmarketing123 su un campione di 500 specialisti di Marketing del web americani, fornisce un quadro completo dello "stato dell'arte" del web marketing ed interessantissimi spunti di riflessione su opportunità e trends.

L'indagine è stata svolta distinguendo le attività relative ai mercati B2B Business to Business (ingrosso e servizi alle imprese) e B2C Business to consumer (vendite al dettaglio), individuando quali sono state le azioni di marketing più efficaci, quali sono stati gli indici per misurare i risultati, le allocazioni dei budget ed i trend previsti per l'anno 2012.

Innanzitutto il SEO Search Engine Optimization (L'attività di ottimizzazione dei siti sui motori di ricerca) è stato nel 2011, a detta di tutti i responsabili  marketing B2B e B2C, la prima fonte di leads (opportunità di affari, trattative) nel marketing online, davanti al PPC  - Pay Per Click (adwords) ed al marketing sui social networks.

Primo spunto per prendere in considerazione che a differenza di quanto si crede, l'attività di ottimizzazione per il posizionamento sui motori di ricerca non si ferma al primo intervento effettuato in fase di realizzazione di un sito web (o al limite in un momento successivo), ma è una attività che deve essere effettuata costantemente, in quanto il posizionamento dipende dal dinamismo con il quale vengono pubblicate nuove informazioni sul web. Ogni giorno migliaia di siti come il nostro (o migliori) pubblicano nuove informazioni che vengono analizzate dai motori di ricerca e che quindi, più fresche e più coerenti con le keywords di ricerca, vanno a posizionarsi meglio del nostro.

Quale azione di web marketing genera il maggiore impatto nella generazione di leads?
L'indagine riporta che il 57% dei leads ottenuti dalle imprese B2B che hanno effettuato marketing online nel 2011 è stato ottenuto grazie ad azioni di SEO: ottimizzazione dei siti per il posizionamento sui motori di ricerca. Nel mercato B2C invece gli investimenti in SEO hanno generato il 41% di vendite e/o leads.

La seconda fonte di leads (per il B2B) e/o di vendite online (per il B2C) è stata il PPC, Pay Per Click che ha contribuito in misura del 25% nel B2B e del 34% nel B2C. Il social Media marketing ha invece ha contribuito in misura del 18% nel B2B e del 25% nel B2C.

In quale Social Network è presente il vostro marchio?
Per quanto riguarda le attività sui Social Network il dato di maggiore rilevanza è che Facebook detiene il record del 75% delle attività di social networking effettuate dalle imprese B2C, che riservano agli altri 2 network, Twitter e Linkedin, presenze marginali.

Le imprese attive nel B2B, seppure presenti maggiormente su Facebook in misura del 35%, distribuiscono le loro attività più o meno equamente su Twitter (26%) e Linkedin (25%).

L'indagine comprendeva anche domande relative ai budget, tra cui a quale attività di web è dedicata la maggior parte del budget.  Per ciò che riguarda il B2B, un terzo degli intervistati ha indicato che il SEO è l'azione per la quale è stato investita la maggior parte del budget. Ma per ciò che riguarda il B2C, oltre il 42% ha dichiarato che la maggior parte degli investimenti in web marketing è stata attribuita al PPC, circa il doppio del budget da loro attribuito al SEO.

In quale azione di web marketing allocate la maggior parte del vostro budget?
E' da evidenziare che il 60% degli specialisti di marketing intervistati ha dichiarato che nel 2012 aumenteranno il loro budget di marketing su social network, davanti a SEO e PPC.  Aumento degli investimenti  originato dal fatto che il 68% del totale degli intervistati ha affermato che  hanno ottenuto leads dai social network, mentre il 55% ha dichiarato di aver conclusi trattative.

Per maggiori ed ulteriori approfondimenti  vi consigliamo di scaricare e visionare l'indagine originale sullo stato del web marketing nel 2011 effettuata da Webmarketing123


Fonte Webmarketing123 Digital marketing report 2011

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Google Panda: Cosa cambia nel posizionamento dei siti sui motori di ricerca

Google Panda: Cosa cambia nel posizionamento dei siti sui motori di ricerca


Google Panda: un aggiornamento dell'algoritmo di google per la valutazione dei siti sulla base della qualità dei contenuti che essi propongono.

All'inizio dell'anno Google ha  annunciato "Panda", un cambiamento del proprio algoritmo per migliorare il ranking dei siti sulla base della loro qualità e relativo a tutte le ricerche effettuate in Inglese.

Questo nuovo algoritmo ha come scopo la valutazione della qualità dei contenuti di un sito internet, in modo da fornire una risposta sempre più precisa alle ricerche degli utenti.  A partire dallo scorso 12 agosto  l'algoritmo è in funzione anche nell'analisi dei siti in lingua italiana.

Quali sono i fattori fondamentali che fino ad oggi hanno determinano il posizionamento di un sito tra i primi risultati delle ricerche?
Il posizionamento di un sito tra i primi risultati della ricerca dipende da un mix di fattori , interni ed esterni al sito, che insieme contribuiscono a generare la posizione di priorità rispetto agli altri che presentano le stesse caratteristiche. Di seguito riepiloghiamo gli aspetti fondamentali per un corretto posizionamento di un sito, spiegandone in modo semplice (e non esaustivo) caratteristiche e funzionalità.

  1. La congruenza  tra le parole chiave usate dagli utenti nelle ricerche ed i contenuti  del sito:
    se non si effettua una precisa analisi del target al quale ci si rivolge, del suo linguaggio e delle parole che usa, non è possibile individuare le keywords che dovranno essere usate nei contenuti del sito internet, affinché appaia tra i primi risultati delle ricerche degli utenti.
  2. La presenza delle keywords obiettivo, in tutti i metatags
    Metatags: aree tecnico/descrittive del codice html di una pagina, cruciali per  identificare gli argomenti trattati nella pagina/sito per l'analisi e la classificazione dei motori di ricerca.
  3. L'accessibilità del sito in conformità agli standard W3C
    Il sito internet deve essere realizzato in un codice html rigoroso, corrispondente agli standard di qualità ed accessibilità dei siti internet definiti dal W3C (http://www.w3c.it/), che, ad esempio, obbligano la chiara distinzione tra codice, contenuti testuali e stili grafici, rendendo l'attività di analisi e valutazione del sito immediata e più efficace
  4. L'età di un sito
    Maggiore è il numero di anni di presenza costante sulla rete, migliore è l'indice di posizionamento che il motore di ricerca conferirà allo stesso.
  5. La frequenza di aggiornamento dei contenuti
    Maggiori  sono il numero e la frequenza di modifiche ed aggiornamenti dei contenuti del sito, migliore sarà l'indice di valutazione del motore di ricerca
  6. Il numero di siti che presentano collegamenti (link) al sito internet
    Quanto più è elevato il numero di collegamenti al nostro sito, quanto più sarà giudicato conosciuto (si provi ad immaginare il potere della funzione "condividi" o "mi piace" sui social network).

Questa è una breve sintesi , assolutamente non esaustiva, dei requisiti fondamentali per il posizionamento di un sito che nella nostra esperienza di oltre 10 anni di web Marketing, abbiamo avuto modo di organizzare in un processo operativo, che ha rappresentato fino ad oggi la base per la realizzazione ed il posizionamento di un sito sui motori di ricerca.

Cosa cambia con Panda
Google asserisce che il cambiamento dell'algoritmo "Panda" ha migliorato il posizionamento di molti siti web di alta qualità, assegnando posizionamenti più bassi ai contenuti di bassa qualità.
Google fino ad oggi non ha mai ufficializzato, ne lo farà mai, gli effettivi parametri ed il peso loro attribuito nella valutazione dei siti internet. Non lo ha fatto neanche con Panda, ma ha fornito un elenco di domande e di concetti sui quali si è basata nel momento in cui ha  affrontato  la difficile operazione di valutare algoritmicamente la qualità dei siti web:

  • l'attendibilità delle informazioni presentate nella pagina,
  • se l'autore è un esperto dell'argomento
  • se esistono duplicati all'interno del sito o ridondanze in merito ad argomenti uguali o simili, solo con parole chiave leggermente diverse
  • se L'articolo contiene errori ortografici, stilistici o false informazioni
  • se gli argomenti sono basati sui reali interessi dei lettori del sito
  • se l'articolo fornisce contenuti o informazioni, rapporti, ricerche o analisi originali
  • se la pagina in questione è molto più utile rispetto alle altre pagine visualizzate nei risultati di ricerca
  • se viene controllata la qualità dei contenuti
  • se il sito è considerato un'autorità riconosciuta in merito all'argomento che tratta
  • se l'articolo è stato scritto bene o sembra essere stato redatto senza alcuna cura o in modo sbrigativo
  • se l'articolo fornisce una descrizione completa dell'argomento
  • se la pagina che è stata aggiunta ai segnalibri, condivisa o consigliata

Appare immediatamente evidente anche ai meno esperti, che questa serie di valutazioni non può essere totalmente demandata ad un modello statistico di analisi automatica dei testi, ma deve necessariamente fare riferimento a sistemi di analisi dei dati di tipo semantico e, soprattutto, alle valutazioni degli utenti sulla base delle loro attività di condivisione sul web, bookmarking, e tagging, cercando di "comprendere" le loro opinioni.

Le conseguenze sul web e sulla gestione dei siti internet
In un ambiente "assolutamente" competitivo, come può essere il posizionamento sui motori di ricerca, la qualità di un sito e della comunicazione in esso presente (informazioni tempestive, aggiornate, di qualità) risultano essere i fattori chiave di successo nella competizione con i concorrenti.

Per essere prime, le imprese sono chiamate a fornire attraverso il web informazioni sempre più puntuali, con maggiore frequenza,  attivando ed alimentando le interazioni con l'utenza, definendo una chiara strategia di presenza e gestione dei social network.

Le imprese devono fare una importante scelta qualitativa nei riguardi dei partners ai quali affidare la realizzazione della propria infrastruttura web (portali aziendali e siti tematici), che deve essere perfettamente in sintonia con le proprie strategie commerciali e di comunicazione: sbagliare soluzione o partner significa rischiare di uscire dal mercato. 

Infine, il cambiamento denominato Panda è a nostro avviso una chiara conferma di come sia sempre più importante l'interazione con la propria utenza, di come emergano sempre più prepotentemente nuovi modelli del Web 2.0 e, soprattutto del modello Enterprise 2.0 come riferimento per la realizzazione delle piattaforme web per l'impresa. Ulteriore conferma della validità, attualità, ed attuabilità delle strategie, delle attività e delle soluzioni che rappresentano il core business dell'offerta di Intempra.


Data 26 ottobre 2011
Autore: Paolo Barracano
Fonti:  Google Italy Blog - il blog ufficiale di Google Italia

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Web 3.0: Innovation in progress

Web 3.0: Innovation in progress

Nel maggio 2006, Tim Berners-Lee affermava:
«Le persone si continuano a chiedere cos'è il Web 3.0. Penso che, forse, quando si sarà ottenuta una sovrapposizione della Grafica Vettoriale Scalabile - oggi tutto appare poco nitido, con pieghe ed increspature - nel Web 2.0, e l'accesso ad un Web semantico integrato attraverso un grosso quantitativo di dati, si potrà ottenere l'accesso ad un'incredibile risorsa di dati.»
(Tim Berners-Lee, "Un Web 'più rivoluzionario'")

Durante il Technet Summit nel novembre 2006, Jerry Yang, fondatore e presidente di Yahoo!, rilasciava la seguente dichiarazione:
    « Il Web 2.0 è ampiamente documentato e discusso. Il potere della Rete ha raggiunto la massa critica, con potenzialità sviluppabili in rete, non solo tramite hardware come consoles gioco e dispositivi mobili ma anche attraverso architetture software. Non è necessario essere informatici per creare un programma. Stiamo osservando che ciò che si manifesta nel Web 2.0 e nel Web 3.0 sarà una grande estensione di tutto ciò, un vero e proprio mezzo comune ... la distinzione tra professionista, semi-professionista e consumatore andrà sfocandosi creando un effetto rete per business e applicazioni. »
(Jerry Yang)

Da un punto di vista tecnico
Il primo passo verso un "Web 3.0" è l'emergere del "Data Web" visto che gli archivi di dati strutturati sono pubblicati sul Web in formati riutilizzabili e "interrogabili" da remoto, come XML, RDF e microformati. La recente crescita della tecnologia SPARQL fornisce un linguaggio di query standardizzato e l'API per la ricerca attraverso database RDF distribuiti nel Web. I Data Web permettono un nuovo livello di integrazione e di interoperabilità delle applicazioni, rendendo i dati disponibili a tutti e "linkabili" come se fossero pagine Web. Il Data Web è il primo passo verso il vero e proprio Web semantico. Nella fase di Data Web l'attenzione è principalmente rivolta verso la strutturazione di dati disponibili utilizzando l'RDF. Nella fase successiva di Web semantico il raggio verrà ampliato in modo che sia i dati strutturati che quelli che tradizionalmente sono considerati contenuti non strutturati o semi strutturati (come pagine Web, documenti, ecc.) saranno disponibili in larga misura in formati semantici RDF ed OWL.

Da un punto di vista teorico e più generalista: Un percorso evolutivo verso l'intelligenza artificiale
Il Web 3.0 è stato anche utilizzato per descrivere un percorso evolutivo per il Web che conduce all'Intelligenza Artificiale capace di interagire con il Web in modo quasi umano. Alcuni scettici credono invece che ciò sia impossibile da raggiungere. Nonostante ciò, aziende come IBM e Google stanno implementando nuove tecnologie che stanno ottenendo informazioni sorprendenti come prevedere le canzoni più scaricate, attraverso il data mining, sui siti Web universitari.

L'archiviazione e lo studio delle informazioni che riguardano l'interesse espresso durante la navigazione da parte di un software evoluto oppure la possibilità di trasferire sensazioni, esigenze, gusti e comportamenti, nel campo medico, metterebbero le macchine nelle condizioni, di poter assistere e contemporaneamente supportare coloro che per problemi di salute non possono essere autosufficienti.

C'è anche un altro dibattito sul fatto che la forza trainante dietro il Web 3.0 saranno i sistemi intelligenti oppure se l'intelligenza verrà fuori in maniera più organica, da sistemi di persone intelligenti, come per esempio attraverso servizi di filtraggio collaborativo come del.icio.us, Flickr e Digg che estraggono il significato e l'ordine dal Web esistente ed il come le persone vi interagiscono.

La realizzazione del Web semantico e del SOA
In linea con l'Intelligenza Artificiale, il Web 3.0 potrebbe costituire la realizzazione e l'estensione del concetto di Web semantico. I ricercatori accademici stanno lavorando per sviluppare un software per il ragionamento, basato sulla logica descrittiva e sugli agenti intelligenti. Tali applicazioni possono compiere operazioni di ragionamento logico utilizzando una serie di regole che esprimano una relazione logica tra i concetti ed i dati sul Web.

 

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Enterprise 2.0 - Una panoramica

Enterprise 2.0 - Una panoramica

Con il termine Enterprise 2.0 si vuole identificare il web 2.0 applicato all'interno dell'impresa o più in generale mondo economico/professionale.

Mentre il web 2.0 è inteso più ampiamente come una filosofia e strumenti di interrelazione tra persone, fondamentalmente in ambito personale e privato, Enterprise 2.0 diventa, da un punto di vista prettamente tecnico e strumentale,  l'adozione di questi nuovi applicativi nell'ambito professionale e lavorativo, e da un punto di vista metodologico, procedurale ed organizzativo, l'adozione di nuovi modelli di interrelazione nell'ambito professionale. 

Enterprise 2.0 rappresenta quindi, più ampiamente l'insieme di nuovi modelli organizzativi basati sul coinvolgimento diffuso, la collaborazione emergente, la condivisione della conoscenza e lo sviluppo e valorizzazione di reti sociali interne ed esterne all'organizzazione. Modelli organizzativi possibili grazie alla adozione di nuovi applicativi/soluzioni web da parte dell'impresa, che ne stimolano flessibilità, adattabilità ed innovazione.

Dal punto di vista tecnologico l'Enterprise 2.0 comprende l'applicazione di strumenti di social computing riconducibili al Web 2.0 - ovvero blog, forum, wiki, chat, instant messaging,  RSS etc.

Terminologia
Enterprise 2.0 deriva dal Web 2.0 ed è spesso usato per indicare l'introduzione e l'implementazione di social software all'interno di un'impresa, ed i cambiamenti sociali ed organizzativi ad esso associati. Il termine è stato coniato da Andrew McAfee, professore della Harvard Business School, nel paper seminale “Enterprise 2.0: The Dawn of Emergent Collaboration”, pubblicato sul MIT Sloan Management Review.[1]
Definizione

La definizione puntuale secondo McAfee di Enterprise 2.0 è: l'uso in modalità emergente di piattaforme di social software all'interno delle aziende o tra le aziende ed i propri partner e clienti.
Per l'Osservatorio Enterprise 2.0 della School of Management del Politecnico di Milano, il termine indica una visione molto più ampia di evoluzione del modello organizzativo e tecnologico dell'impresa che comprende la creazione di una architettura adattativa (SOA e BPM), l'applicazione di strumenti collaborativi tipici del Web 2.0 e l'utilizzo della tecnologia come piattaforma abilitante dei processi e delle relazioni (Virtual Workspace).

Cosa significa e cosa comporta l'applicazione del paradigma Enterprise 2.0 all'impresa
Il web 2.0 è nato spontaneamente dalle attività di interazione, condivisione ed aggregazione di più persone, il suo sviluppo e la sua evoluzione sono quindi fortemente legati all'evoluzione, alla crescita culturale, ai nuovi modelli di comunicazione ed interazione tra le persone ed a tanti altri fattori di tipo sociale ed emotivo.  Questo ne rende difficile una classificazione organizzazione o una semplice previsione di come ed in cosa potrà svilupparsi nell'immediato futuro, Facebook ed il suo successo e sono chiaro ed evidente esempio.

Specularmente, per lo stesso motivo Enterprise 2.0 non è un modello organizzativo aziendale che si può imporre drasticamente alle aziende, è un modello che può nascere in seno ad ogni azienda nelle modalità più disparate. Ciò fa si che ancora oggi non vi sia un numero adeguato di casi aziendali tale da poter classificare e definire propriamente  tali modelli organizzativi ed avere dei primi modelli generali applicabili per ogni realtà.
Ciò che comunque invece è palesemente evidente, è che il modello Enterprise 2.0 migliora drasticamente la qualità degli scambi di informazione aziendali (tra reparti, sedi, dipartimenti, risorse interne, esterne, partners, fornitori, clienti, etc.). con l'adozione dei principali strumenti di condivisione e collaborazione si avvia un processo di costruzione, alimentazione, aggiornamento e gestione delle informazioni aziendali e del mercato) che migliorano i tempi di esecuzione dei processi, le performances di vendita (più e meglio so di un prodotto/servizio, meglio sono capace di venderlo e più sono propenso all'acquisto), la percezione di qualità e soprattutto della leadership dell'azienda da parte del proprio mercato, etc.

Strumenti ed applicativi Enterprise 2.0 
Da un punto di vista meramente tecnologico, gli strumenti e le soluzioni che ad oggi hanno manifestato immediatamente enormi vantaggi per le imprese, e che soprattutto sono stati testati materialmente dalla nostra organizzazione sono:

  • Wiki
  • Blog
  • Chat ed instant messaging
  • Social network
  • Social bookmarking
  • Feed RSS
  • Collaborative planning software per la pianificazione e la gestione di progetti "condivisa"

NB
precisiamo che tale elenco non vuole assolutamente essere esaustivo, anzi è volutamente limitato a quelle soluzioni ed a quei strumenti che possono essere tranquillamente adottati senza particolare impatto nella organizzazione aziendale e che soprattutto nel loro specifico utilizzo hanno prodotto vantaggi misurabili.

Modelli applicativi ed organizzativi
Perdonateci, ma applicare soluzioni e strategie di successo è uno dei nostri fattori chiave di differenziazione dei nostri competitors, per saperne di più contattateci e vi presenteremo gli esempi di strategia più efficaci  per innovare processi e performances della vostra impresa

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