Report Casaleggio Associati: l'e-commerce segnato dal Coronavirus

Come ogni anno torna il consueto appuntamento con il report della Casaleggio Associati sull'e-commerce e le vendite online. Ricerca che, quest'anno, risulta totalmente influenzata dal Coronavirus. 

Giunto alla XIV edizione il report ha evidenziato che 54% delle aziende e-commerce intervistate ha visto calare il proprio fatturato a causa del Coronavirus, mentre solo il 21% lo ha incrementato. 

Parliamo però di un calo relativo ad alcuni settori, come per esempio il turismo, e al contrario una crescita per molti altri, come ad esempio l'alimentare che, con il suo 3,1% del totale del fatturato dell'e-commerce in Italia, è diventato il settore merceologico con più transazioni. Stabile l'elettronica, che continua la vendita di laptop, piccoli elettrodomestici, notebook, ma chiude scontrini più bassi. In netto ribasso la moda, il settore degli eventi e, ancora di più il turismo che, invece nel 2019, aveva portato a casa il 25,6% del fatturato annuo totale. 

Crescono l'editoria, grazie allo streaming, il pharma e in generale tutto il settore salute e bellezza, l'acquisto di giocattoli e sex toys. In calo anche gli acquisti di articoli sportivi. 

In crescita anche casa e arredo, centri commerciali, assicurazioni, grazie anche ai nuovi prodotti creati ad hoc per il momento di emergenza sanitaria. 

La situazione Covid-19 ha imposto alle aziende l'obbligo di riorganizzarsi: lavorare in smart-working, rivedere completamente la logistica e l'approvvigionamento di prodotto sono state le priorità delle imprese italiane. 

Appare evidente che questa situazione emergenziale, con trend in calo a medio e lungo periodo, porta ad un'importante spinta verso i canali social per incrementare la visibilità dei prodotti, evitando l'incontro fisico tra domanda e offerta. Chi non aveva una presenza strutturata online, si è trovato a creare un sito di e-commerce in fretta e furia, affacciandosi così per la prima volta in un comparto totalmente nuovo e difficile da gestire senza competenze o visione.

Di sicuro il 2020 ci impone sfide non semplici, ma necessarie per ripartire: re-inventare nuove soluzioni commerciali, adattare o creare nuovi prodotti e scegliere differenti modalità di vendita per raggiungere il proprio pubblico, soprattutto per i settori decisamente più colpiti dal lockdown e dalle misure di distanziamento sociale. 


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