14/01/2026
L’intelligenza artificiale generativa (GenAI) sta rapidamente passando da novità tecnologica a leva concreta della strategia digitale delle aziende. Oggi rappresenta un cambiamento strutturale che interessa imprese di ogni settore e dimensione. Studi recenti, tra cui quelli di McKinsey, Gartner e altre analisi di mercato, mostrano un quadro dinamico, nel quale adozione, aspettative e impatti reali stanno evolvendo velocemente.
McKinsey: come cresce l’uso della GenAI
Secondo il sondaggio The State of AI di McKinsey, il 65% delle aziende intervistate utilizza regolarmente la GenAI in almeno una funzione aziendale, quasi il doppio rispetto all’indagine condotta dieci mesi prima. Non si tratta più solo di test o sperimentazioni: molte organizzazioni registrano già benefici concreti, tra cui la diminuzione dei costi operativi e l’aumento dei ricavi nelle unità che la adottano.
La GenAI risulta più diffusa in ambiti con impatti immediati, come marketing, vendite e sviluppo prodotto, ma si sta espandendo anche in ambiti quali HR, IT e supply chain.
Tuttavia, la sola adozione non è sufficiente: per creare valore serve un uso efficace e ben gestito, supportato da competenze adeguate. Secondo lo studio, infatti, il tempo necessario per implementare con successo la GenAI varia generalmente da 1 a 4 mesi, a seconda della funzione aziendale.
In Italia, dati ISTAT confermano una crescita significativa dell’AI tra le imprese: dal 8,2% nel 2024 al 16,4% nel 2025 tra aziende con almeno 10 dipendenti. La diffusione è più alta nelle grandi imprese e nei settori ICT, mentre le PMI incontrano ancora ostacoli legati a competenze, costi e privacy dei dati.
Gartner: agenti AI e opportunità nel B2B
Gartner segnala una nuova evoluzione: gli agenti AI autonomi. Questi sistemi non si limitano a generare contenuti o assistenza clienti, ma sono in grado di gestire processi complessi, approvvigionamenti, gestione ordini e supporto alla vendita, operando in maniera autonoma e riducendo i tempi e margini di errore.
Secondo Gartner, entro il 2028 gli agenti AI intermedieranno fino al 90% degli acquisti B2B, influenzando trilioni di dollari di transazioni globali. Per trarne beneficio, le aziende devono integrare la GenAI nei processi strategici e sviluppare competenze interne: solo così l’adozione si traduce in vantaggio competitivo misurabile.
Vantaggi dell'intelligenza artificiale nel B2B
Per le PMI la sfida principale è saper bilanciare innovazione e controllo. Un approccio graduale e mirato può tuttavia consentire di ottenere benefici concreti, partendo dai processi più critici e ad alto impatto, come:
- accelerazione della digitalizzazione dei processi di vendita e post- vendita (es. automazione delle risposte ai clienti, gestione contratti, ecc);
- riduzione tempi operativi e i costi legati ad attività ripetitive o a basso valore;
- creazione di servizi personalizzati per i clienti B2B, migliorando la customer experience.
In prospettiva, pur con approcci differenti, McKinsey e Gartner convergono su un punto: la GenAI è destinata a diventare uno strumento standard nelle operazioni aziendali e nei servizi B2B. Le imprese che sapranno investirvi con strategia, competenze e un’adeguata governance potranno ottenere vantaggi concreti in termini di produttività, crescita e innovazione, trasformando la GenAI da tecnologia emergente a vero e proprio fattore competitivo